Smultronstället di Ingmar Bergman

Il viaggio con duplice valore di spostamento fisico e d’ introspezione è ripreso da Bergman per narrare la storia di Viktor, medico e professore di fama, che, all’ età di settantotto anni si accorge di aver vissuto un’ intera vita vuota di affetti.
Strutturato come un lunga prolessi dove l’ io narrante è lo stesso professore, Bergman utilizza una composizione in due piani: da una parte la componente reale e dall’ altra quella onirica ovviamente modellata sul piano del tangibile. Fin dal primo sogno l’ elemento portante che si percepisce è il sentimento di angoscia: Lo spaesamento e la solitudine di Viktor si manifestano fin dal sogno iniziale dove il vecchio professore si ritrova in una strada del suo paese, ma sconosciuta, che fa pensare ad uno smarrimento di memoria dantesca; il tempo sembra non esistere, le lancette degli orologi strappate e gli uomini senza volto: tutta la pellicola potrebbe essere considerata una lunga autoanalisi dato che, freudianamente, il sogno spiega lo stato reale dell’ uomo.
Per riproporre i sentimenti più intimi dei protagonisti il piano espressivo si colma di primi e di primissimi piani dove gli attori ripropongono, seppur sulla scena cinematografica, uno stile marcatamente teatrale fatto di lunghi e potenti sguardi nella macchina da presa.
Afflitto dal sogno appena fatto Viktor decide di recarsi a Lund, dove verrà celebrato il suo giubileo professionale, in auto anziché in aereo. Ha inizio così anche il viaggio “fisico” che gli permetterà incontri che rappresenteranno punti emblematici della sua vita passata e che poi nei momenti di assopimento svilupperà in sogno comprendendo, soprattutto grazie all’ aiuto di Marianne, il senso della sua vita.
Questo novello Virgilio è il personaggio di maggior vigore: se gli uomini, come Viktor ed il figlio Evald, si dimostrano egoisti e gelidi, retti in piedi soltanto dalle convenzioni sociali, la donna, Marianne come la giovane Sara o la vecchia madre di Viktor, è l’ asse portantiedella famiglia e della vita. Sarà di Marianne il compito di sbattere letteralmente in faccia la realtà al suocero; la donna si allontana così dall’ archetipo femminile tenero e sognante e veste i panni dell’ uomo, del personaggio radicato nella realtà e attaccato alla vita vera fatta di sentimenti forti e di sfide, non a caso per tutto il viaggio Ingrid Thulin fumerà, guiderà ed indosserà abiti da uomo.
L’ altro personaggio chiave incontrato durante il viaggio è Sara, una giovane peperina che ricorderà al professore il suo vecchio e omonimo amore (le due donne sono interpretate entrambe dalla bellissima Bibi Andersson). La ragazza in viaggio per l’ Italia con due amici, uno razionale e l’ altro sognante, farà riemergere alla memoria del professore i ricordi di gioventù.
Attraverso il secondo sogno Viktor si accorge di come, “al posto delle fragole” - così era chiamato un piccolo prato ricolmo di fragoline vicino alla casa delle vacanze- si sia lasciato sfuggire l’ altra Sara, amore della sua vita, sposatasi poi con il fratello. L’ uomo non si era mai accorto di quanto, seppur stimato dalla gente negli affetti fosse privo di linfa; allo stesso modo non si era avveduto di come i ripetitivi tradimenti della moglie fossero volti a far emergere in lui una qualche reazione che non fosse comprensione.
Avulsi dalla realtà quindi, gli uomini di Bergman non intendono far parte della vita se non in quella iscritta della routine che sorregge e non da scosse, è Marianne che farà capire tutto ciò al suocero, indicando nell’ esempio del marito che per un misto di egoismo, paura e disgiunzione dalla vita arriva perfino a non desiderare il bambino che sua moglie porta in grembo.
L’ epifania di Viktor è proprio in quest’ immagine di vita materiale che è la maternità, la nascita, il comporsi di un essere in un altro essere che si trasfigura nella rinascita di Viktor la quale si manifesta finalmente nell’ epilogo e nel tramonto dell’ esistenza: come il riappropriarsi degli affetti e il gustarsi i sentimenti della vita; dalle manifestazioni di tenerezza verso la signora Alman al ricomporsi del rapporto tra il figlio e la nuora è la rivincita del fuoco sul ghiaccio e la riappacificazione con il passato attraverso l’ amorevole figura della doppia Sara che ricongiunge la vita affettiva di Viktor laddove si era spezzata.

13 commenti:

Christian ha detto...

Eh già, un film meraviglioso!

monia ha detto...

splendido, sì. ciao, a presto!

Martin ha detto...

Mi spiace solo che di Bergman si parli sempre dei soliti 2 o 3 film...

monia ha detto...

#martin: come ogni regista anche bergman ha girato film emblematici della sua produzione...non è questione di parlare dei soliti film, ma, se si deve scegliere, è bene recensire film che racchiudano la prospettiva intera dell' autore e non opere più marginali che, a chi non conosce a fondo il regista, potrebbero risultare anche criptiche e noiose.

Martin ha detto...

Ovviamente non discuto lo status di film come il Settimo sigillo o Il posto delle fragole.
Oppure dei "soliti" Scene da un matrimonio o Persona.
Dico solo che mi piacerebbe leggere degli altri suoi ottimi film.
Contesto invece l'affermazione secondo cui i film migliori di una autore siano necessariamente i più rappresentativi.
Bergman ha la capacità di racchiudere la sua "poetica" in quasi tutte le sue opere, in cui di marginale di solito c'è molto poco.
Ma sono sfumature queste...

monia ha detto...

non ho detto che i film migliori sono quelli rappresentativi o viceversa, ho detto che vi sono film rappresentativi di un autore come, in questo caso, è il posto delle fragole per la filmografia di bergman.

Anonimo ha detto...

Un film proustiano. Ha cambiato la mia vita per il suo senso di tempo perduto e ritrovato. Ciao Walter

J. Doinel ha detto...

per fortuna le fruizioni sono sempre diverse anche se si parla dei "soliti" :p

Comunque questo film è...
è...
è...
aiutatemi! è...
UN CAPOLAVORO ASSOLUTO.
Ma non basta! è... è... di più.

Tutto ciò non riesco a provarlo per "Il volto", "L'ora del lupo", "Il flauto magico", "Come in uno specchio", "Un mondo di marionette" o "Il rito"; se è grave mi dispiace, ma proprio non ci riesco! Non è per immaginario collettivo, non è per fanatica celebrazione, ma proprio questo film mi si è attaccato al cuore.

monia ha detto...

#j.doinel: sì infatti, ci sono de film capolavori tout court che toccano i cuore, bergmann ha fatto altri bei film, altri capolavori... ma il posto delle fragole è il post elle fragole non si tocca ;)

Mauro ha detto...

Sono molto legato a questo film, è stato il mio primo Bergman, a 16 anni con mia madre. Sicuramente uno dei migliori, uno di quei film esistenziali, come 'lo specchio' equivale a recuperare quel punto fisso chiamato "innocenza" attraverso il ricordo, un viaggio che da un incubo iniziale (una delle sequenze oniriche più inquietanti della storia) conduce fino ad una sorta di conversione spirituale e per me oltre al recupero di una consapevolezza di Sè smarrita, il professore scopre che è in grado di profondere questo suo (ri)trovato potere di conversione al figlio/alter-ego, in una scena (quella del ricongiungimento, come tu scrivi) potentissima...ciao

Ivan Fedorovic ha detto...

Anche se (a mio modesto avviso) in questo caso il sogno non è solo analisi dell'analisi dello stato reale, ma in qualche modo è anche premonizione di quello che avverrà. Mi spiego: se volgiamo riferirci a Freud o alla Spielrein la bara è un chiaro simbolo di nuova vita e di cambiamento, nuova avventura che intrapenderà (o almeno il finale ci fa intuire questo) nonostante l'età avanzata... e tutto il viaggio (comprendente i due piani) sembra funzionale all'inizio di questa nuova vita, tra l'altro preannunciata dal sogno... Personalmente credo che la cosa sia da leggersi come un bisogno inconscio del professore e, il viaggio, i personaggi ed il resto sono degli strumenti per portare alla luce questo bisogno...

Anonimo ha detto...

Ecco che in alcuni casi, come questo ovviamente, non c'è alcun dubbio sull'utilizzo della parola capolavoro.

Ale55andra

monia ha detto...

#mauro: vedere bergman a 16 anni...wow! io purtroppo ho scoperto questi capolavori molto più tardi! ritrovare l' innocenza attraverso il ricordo, concordo appieno!

#ivan: sì, credo anch' io che il sogno (se ho capito bene quello che intendi) non sia una sola analisi della situazione, ma anche un desiderio inconscio, un bisogno che il professore ha di riscoprirsi.

#ale55andra: ah no, qui non si discute ^_^ siamo tutti certi e concordi nel dire che è un capolavoro!

ciao a tutti e grazie della visita