Ostia di Sergio Citti

Il mondo elementare del sottoproletariato di periferia indossa i vestiti della fiaba. Affiora nei quadri dalle tinte forti, vive, pulsanti. L’oro dei campi, l’azzurro del cielo e del mare di Ostia, le mura bianche di un carcere si trasformano nel palcoscenico privilegiato per la messa in scena dell’esistenza.
Citti prende i suoi stupendi protagonisti, la gente della borgata, e compone con quelle “facce da poveraccio” tanto amate anche da Pasolini, dei quadri di strepitante bellezza. I corpi, i particolari sono immortalati da inquadrature tendenzialmente fisse; l’occhio che da sempre rifugge la brutale verità del povero, si accosta tanto fino a poter regalare allo spettatore uno sguardo ravvicinato in forma di primi e primissimi piani. I figuranti si muovono, si sistemano sul palco per comporre delle rappresentazioni dall’incisivo gusto pittorico. L’equilibrio precario della vita dei margini diventa nelle mani del regista una stabilità di gusto classico e la miseria più nera è baciata dalla luce del Caravaggio; ma Citti non ha solo rappresentato, filmato, è riuscito ad estrapolare dal grigiore di un mondo le sfumature vivide dell’anima dei suoi protagonisti, ha ridonato alla realtà che celebra i colori che la società, l’arte e il cinema da sempre gli hanno eluso.
Bandiera (Laurent Terzieff, splendido protagonista de La Via Lattea) e Rabbino (Franco Citti, indimenticabile volto di Pasolini) sono i figli della provincia italiana. Insieme figli dell’anarchia e del cattolicesimo, di quelle due religioni, oppio necessario ai poveri per cercare di alleviare le difficoltà della vita. Sono anche gli eredi della contraddizione, dell’Internazionale cantata col Cristo al collo, della luna beffarda che illumina di onirico pallore la follia di una mamma che combatte il marito ubriaco a colpi di Ave Maria. Gli eroi di Citti sono gli eroi della strada, la loro battaglia è quella della sopravvivenza, mai celebrata ma antica ed epica come altre gesta. Anche quando assassini, anche quando ladri alla maniera degli eroi -perché anche gli eroi uccidono- non ci appaiono mai colpevoli, poiché come dirà Rabbino al confessore il peccato lo fa chi fa rubà, no chi ruba.
In fondo sono tutti vittime che però non vediamo tali, poiché consce del loro essere. Vittime sacrificali della vita, quasi nel senso cristiano del termine, che accettano il loro destino quale che sia. Le immagini dei due bimbi che cantano nudi come il sacrificio d’Isacco, la pecora dell’innocenza uccisa brutalmente per esser poi mangiata sul tavolo bianco dell’ultima cena, il fratricidio di biblica memoria. Come la donna, bionda apparsa dal nulla, fata trovata in un campo, Vergine abusata ma non offesa; per Rabbino e Bandiera è insieme il tutto: puttana, amante e sorella. Come Eva sarà poi colpevole di rompere il labile filo che li unisce, il paradiso terrestre creato in quel rapporto d’amore tra i due fratelli. E poi la fine, la morte; un corpo disteso nella notte di Ostia ad attendere che la mattina porti con se la nuova vita, i prodotti del “boom” che trasformò in un battito di ciglia le capanne in anonimi cubi di cemento. La nuova realtà arriva silenziosa ma grave, trafigge come un raggio di sole e brucia davanti al mare delle sirene quegli ultimi due baluardi di cultura antica, che per la prima volta si rendono conto di esser dei miserabili, poiché questo nuovo, triste, spietato mondo è così che li vuol vedere.
Ostia è il film di Sergio Citti, è il soggetto di Pasolini ma i suoi figli sono i figli dell’Italia delle province, delle borgate, dei paesini; una brulicante umanità di bellezza inconsapevolmente cinematografica che sopravviveva nella strana logica del dignitoso galateo della strada. L’infanzia bistrattata, la brutalità della povertà ci appaiono attraverso gli occhi del regista pervase da un sentimento di bonarietà, di fratellanza, di amore. In questo mondo duro fatto di cocenti ingiustizie non si respira neanche per un secondo rabbia e cattiveria: c’è nella sua anima la sana accettazione della vita per quello che è senza nessun tipo di rancore, e questo è uno dei messaggi più belli che si possano trasmettere, spiegare, onorare in una pellicola. Ostia è un film meraviglioso, splendido sia dal punto di vista estetico che da quello concettuale. Un esempio di grande cinema italiano che racconta la sua gente, rifuggendo le tinte del “pittoresco” che tanto hanno connotato certo cinema ben più popolare di quel periodo. Sergio Citti non ne ha avuto bisogno, si è immerso nel fango della sua gente e l’ ha amato, servendosi dei colori del cinema per immortalare i colori della vita.



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23 commenti:

Mario Scafidi ha detto...

sono certo che sergio citti sia riuscito a fare meglio di quanto avrebbe fatto lo stesso pasolini partendo dal suo script. pasolini è scrittore e poeta eccellente, ma come regista non mi piace per niente.

monia ha detto...

mario, per la verità non so se abbia fatto meglio o peggio, ma il risultato è stupendo. pasolini è un artista complesso, e può anche non piacere. trovo molto onesto da parte tua dire che non ti piace come regista piuttosto che fare come molti che lo esaltano solo perchè si sentono in dovere di farlo^^! un saluto!

Pickpocket83 ha detto...

Caspita. Era da un po' che non passavo da queste parti e subito appena ci ritorno trovo un post splendido come questo. Su "Ostia", uno dei film più belli e dimenticati del nostro cinema.
Grandissimo Citti, "figlio" della grande e fondamentale esperienza di sangue e "di vita" pasoliniana.
Davvero un film memorabile. Io ho avuto la fortuna enorme di vederlo in sala e da una copia in pellicola l'autunno scorso, durante una rassegna tenutasi a Bari. Fu una emozione indescrivibile.

Un carissimo saluto, a presto

monia ha detto...

grazie di cuore pick, qua sei sempre il benvenuto! naturalmente concordo con le tue parole, un film immenso ma purtroppo del tutto ignorato sia dalla distribuzione (in italia il dvd non si trova) che dallo stesso cinema italiano che sembra dimenticarsi un pò troppo spesso questi grandi suoi protagonisti che ne hanno fatto la storia. vederlo sul grande schermo deve esser stata un' esperienza bellissima, spero di averne l' occasione anch' io prima o poi^^!
un caro saluto a te!

Conte Nebbia ha detto...

Citti è stato cancellato dalla memoria collettiva: per proiettare il suo ultimo film, "Fratella e sorello", son diventato scemo: ne esiste una unica copia!!! Per tacere poi di "Cartoni Animati" che, nonostante la presenza di Fiorello, proprio non ha visto nessuno...E invece, quanto ancora ci sarebbe da dire su questo artista "Puro"...Sai che l'adattamento de "Le 120 giornate di Sodoma" era un progetto suo, passato solo in un secondo momento a Pasolini?

monia ha detto...

no conte, non lo sapevo, grazie! purtroppo conosco veramente poco di citti, senz' altro meno di quanto vorrei... i due film che citi non li ho visti nemmeno io e la distribuzione in home video non aiuta, questo splendido film in italia neanche si trova. per qualche strano motivo che non capirò mai questo paese tende a sopprimere quanto ha di buono, e forse citti è stato troppo "puro" anche per essere ricordato.

un saluto, a presto!

Luciano ha detto...

E' vero, Citti è stato incredibilmente abbandonato. Anch'io ho visto pochissimo. Molti lo definiscono un pasoliniano acerrimo, ma, considerando le dovute similitudini, per me è un altro grande regista e i suoi film mostrano un altro mondo rispetto a quello di Pasolini. Due grandi artisti. Questo Ostia l'ho visto una volta soltanto molto tempo fa, ma lo ricordo come uno splendido capolavoro.

monia ha detto...

"molti" luciano, capiscono ben poco pasolini figuriamoci citti, bollarlo come "prodotto pasoliniano" è semplicistico e sintomatico di una certa visione superficiale del cinema. per come la vedo io sono due artisti diversi tra loro ma che partono da una visione molto simile della realtà - che poi ognuno ha espresso con il proprio linguaggio; dopotutto tra i due c'è stata una stretta collaborazione e credo sia anche normale che si siano influenzati (nel senso positivo del termine) reciprocamente.
un saluto!

nam ha detto...

Ancora indeciso se l'articolo prossimo fosse solo su Bresson o con una comparazione con tarkovski, decido di mettere l'articolo Godard con un pò di video che spero tanto che tu ami.
A' la prochaine. Nameerf

monia ha detto...

letto, gradito e commentato^^! un post davvero bello nam, a presto!

AmosGitai ha detto...

Citti, un regista da recuperare. Abbandonato sì dal circuito "tradizionale", per fortuna si trova molto nei canali "alternativi".

CINEMAeVIAGGI

monia ha detto...

amosgitai, non è lo stesso. una cosa è trovarlo (si trova anche all' estero) un' altra è rendere disponibile la sua opera e quindi riconoscerlo come artista.
un saluto, a presto.

chiara ha detto...

ciao monia, grazie per il tuo interessamento. se ti va potremmo pubblicare un tuo pezzo prossimamente citando sempre la tua pagina come fonte. vorremmo comunque evitare inutili doppioni quando ci si confronta sul cinema...
grazie ancora
ciao
chiarOscura
http://controreazioni.wordpress.com/

monia ha detto...

grazie a te chiara, per la risposta. non intendevo uno dei pezzi dal mio blog, ma qualcosa di nuovo che avrei scritto direttamente per voi. naturalemente sono d' accordo, è inutile avere due recensioni uguali su due blog diversi ;).
grazie ancora, a presto.

nam ha detto...

Hey bentornata, pensavo fossi di nuovo sparita sob. Io sogno un blog più multimediatico con tanti video da mettere o audio anche. Un archivio del genere più cose attive nella prima pagina, ti dico sogno prima o poi mi risveglierò, purtroppo. ho messo su un articolo su melies e la storia del cinema. Cmq ogni tanto di qui ci passo, è il mio blog preferito, oltre a mio of course ah ah! Dai su un pò di ironia in questi tempi incerti ciao. nam

Anonimo ha detto...

Uè sono Paul, sempre da controreazioni. Concordo con entrambe. A presto :)

monia ha detto...

#nam: non ti preoccupare, non sparisco ^^... sai bene che la stima è reciproca, ti seguo sempre! saluti in tempi incerti ;)!

#paul: ciao! ok, se va bene fatemi sapere voi sto scrivendo un articolo su pasolini e uno su bunuel! a presto!

Mario Scafidi ha detto...

che bello, riesco di nuovo ad entrare nel tuo blog! :)

Richmond ha detto...

Ottima scelta, come sempre.
Senti, tempo fa ricevetti una nomination per un premio intitolato "brillante weblog", dedicato a tutti i bogger. Sono stato molto impegnato e per diverse ragioni non sono riuscito a fare quello che ero tenuto a fare una volta ricevuta la nomina, cioè nominare a mia volta atri sette blogger da premiare.
Ora sicuramente si sarà concluso tutto da secoli, ma per completezza ho fatto lo stesso le mie nominations, fra le quali figura anche il tuo blog.
Un saluto, Richmond (Ricky).

monia ha detto...

#mario: non so perchè non riuscissi ad entrare...

#ricky: grazie mille per la nomina! arrivo a vedere sul tuo blog!

chiara ha detto...

ciao monia in realtà noi propendiamo di più per bunuel dal momento che abbiamo già pubblicato qualcosa riguardo pasolini. facci sapere, quando vuoi, non c'è fretta. grazie ciao - chiarOsc & Paul

monia ha detto...

ok, vada per bunuel... allora appena finito te lo mando! ciao, grazie a voi!

Anonimo ha detto...

good start